Astronomy, 2010, tecnica mista su tela, cm 30 x 30
L’artista sembra mosso dal folle e razionale progetto degli utopisti, bambini o visionari che siano, sognatori di mondi immaginari, o anche dalle sofisticate teorie degli scienziati della meccanica quantistica. Ed eccolo, allora, in compagnia di Philip K. Dick o di David Deutsch, e di tutti gli inventori di “nuove dimensioni” che si sono cimentati nel cinema, nella letteratura, nei videogiochi: da Lewis Carroll a James Wong; da Isaac Asimov a David Lynch; da Jorge Luis Borges a Stephen King; da Michel Crichton a Satosho Tajiri; da Riccardo Deias a Maurits Escher, l’incisore olandese che esplorava l’infinito con costruzioni impossibili, mescolando logica e fantasia.